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(rp communication)
Un pomeriggio in reparto, tra tifosi e studenti.
(di Rosangela Petillo)
Ci sono incontri che fanno bene al cuore, che arricchiscono e ci rendono migliori. E se ci troviamo in un contesto speciale, dove la sofferenza diventa il fil-rouge quotidiano, ogni gesto ed ogni parola assume un significato particolare.
Mettiamo un reparto di Oncologia Pediatrica presso un grande ospedale italiano, il Policlinico Umberto I di Roma, con ospiti di diversa età, ma tutti dannatamente giovani, con le loro passioni, le loro emozioni, i loro capricci e le loro ritrosie, le ansie e a volte le paure. Mettiamo i medici, gli infermieri e il personale che lavora lì, ma anche i volontari, altri giovani, che non lavorano lì ma scelgono di dedicare un po’ del proprio tempo a parlare, a giocare, a condividere momenti e sensazioni con chi è costretto tra quelle mura. Ed ecco che la miscela diventa un’esplosione di ragione e sentimento, di gioie e di partecipazione.
Nel reparto di oncologia pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma la vita corre, anche un pomeriggio di marzo, con l’aria fuori che comincia a scaldarsi e gli alberi che cominciano a mettere le foglie nuove nella luce del giorno che diventa più lungo. È bastata la visita di alcuni dirigenti sportivi di una squadra di calcio, l’Inter, per creare subito alleanze e armonia tra i degenti, i medici e i volontari, uniti nella passione sportiva per un intero pomeriggio. Così d’incanto sono passati in secondo piano le cure, i medicinali, le terapie per fare spazio ai commenti sui giocatori, alla classifica, alle prossime partite in campionato e alle gioie comuni di chi si ritrova nella stessa casacca nerazzurra. Per Mirko, ospite del reparto che ha avuto l’occasione di parlare con questi dirigenti, ricevere la spilla della sua amata Inter subito sistemata sulla maglietta con tanto di scritta nerazzurra in petto. Per Filomena, infermiera, che tra il controllo di flebo e medicine ha trovato spazio e tempo per sorridere ai goal dei suoi beniamini insieme agli altri interisti in corsia. O per i volontari interisti, che “curano” l’aspetto umano di un reparto così particolare e i medici appassionati di questo sport. Perché l’amore per una squadra di calcio non esclude nessuno, né medici, nè familiari, né degenti.
E a dimostrazione di come il cuore sportivo, nerazzurro o di altri colori sociali, possa agire di slancio verso le strutture ospedaliere che si prendono cura di chi soffre, è giunta anche la donazione fatta dall’Inter Club proprio nel confronti di questo reparto di oncologia pediatrica. “Un gesto fatto col cuore – ha detto Mauro Basilico presidente di tutti gli Inter Club del Lazio – da tutti noi interisti perché vogliamo essere presenti nel vostro lavoro, aiutandolo e sostenendolo.” E poi le foto, le strette di mano, i ringraziamenti che si sono mischiati agli auguri e all’interessamento per questo mondo vitale che anima il reparto.
“Il lavoro dell’associazione Amici di Marco – ha sottolineato Fedele Maurano presidente Inter Club “Belli de Roma” – è un sostegno prezioso all’attività di medici e infermieri, e anche noi interisti vogliamo dare il nostro contributo all’impegno dei volontari.”
Un pomeriggio carico di emozioni per chi era in visita e per chi lascia i nuovi amici fatti nel reparto, come gli studenti della scuola Gerini che hanno concluso il loro affiancamento ai volontari di “Amici di Marco” durante l’iniziativa promossa dalla scuola con l’associazione al fine di far conoscere il mondo della solidarietà. “Sono ragazzi come noi – ha detto una studentessa – e con loro abbiamo parlato di musica, di sport, abbiamo fatto giochi da tavolo, e stretto nuove amicizie. Ci sentiremo via internet perché per noi è stata un’esperienza unica!”
Proprio come unica è la vita di un reparto di oncologia pediatrica, dove l’impegno dei medici tra terapie e medicine funziona solo col sostegno e la presenza umana dei volontari.
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Eventi
25/02/2012
Assemblea dei volontari
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